mercoledì 14 ottobre 2009

Tatiana Olivieri parla dei gravi episodi di violenza nei confronti di omosessuali


Ieri l'ennesima violenza nei confronti di un omosessuale: cosa sta dietro a quest'ondata di intolleranza che pervade il nostro Paese?Sono preoccupata, molto preoccupata. Ma non solo per l'epifenomeno .L’ondata di sessismo e omofobia che percorre il nostro paese non è solo pericolosa di per sé, ma anche per le letture che ne vengono date, da parte delle agenzie che creano l'opinione pubblica, che vanno tutte in senso islamofobico e razzista. Mi spiego meglio: in modo a volte molto aperto, altre molto strisciante, “passa” l'idea che la violenza di genere, e/o di orientamento, che ha purtroppo raggiunto numeri e dimensioni allarmanti, sia connessa con la presenza di cittadini e cittadine immigrati/e nel nostro Paese. Storicamente l'Europa ha, sin dal Medio Evo, fondato la costruzione della propria identità sull'alterità dei “paesi mussulmani” e in sostanza sul diniego e disprezzo dell'Islam. La costruzione dell'Islam barbarico e misogino è stata perpetrata e propagandata utilitaristicamente nel discorso dell'Occidente che vuole vedere se stesso come “progredito,democratico, liberato”, in una parola “superiore”.Quindi secondo lei il rischio è quello di stigmatizzare anche gli stranieri condannando la violenza?Il nuovo assetto geopolitico globale della guerra all'Islam si inserisce in un lungo discorso cheoggi più che mai attraversa l'Europa, terreno di immigrazione, da decenni, di popolazioni che “provengono” da contesti devastati dal colonialismo e dalla guerra. I discorsi e le politiche islamofobe e razziste che spopolano in Europa sono una dichiarazione aperta di guerra alle/ai migranti e alle generazioni successive al percorso migratorio. Ed è proprio la retorica che vede l'Occidente e l'Europa come le patrie immaginarie della democrazia e dei diritti civili ad essere utilizzata per creare un folle binarismo tra noi/loro. Dove noi sta per “europei occidentali da sempre” liberati dal sessimo e dall'omofobia mentre loro sono “i nuovi europei di fede musulmana che hanno portato nuovamente in occidente sessismo e omofobia. Questo si legge, purtroppo, anche nelle posizioni, ingenue, di molta parte del movimento femminista occidentale, che si presta a fare da “ancella” al colonialismo in nome dell'”emancipazione” delle donne “povere vittime oppresse” da una cultura barbara e misogina. Le bianche della “Middle class” occidentale abbaracciano l'idea che i diritti civili, e in particolare i diritti delle donne, siano negati solo nei “paesi mussulmani”, rafforzando da una parte, in Medioriente, l'idea che il femminismo occidentale non sia nient'altro che l'altra faccia della medaglia, ovvero dell'imperialismo occidentale che vuole civilizzare e emancipare a suon di guerre, dall'altra costruendo un'idea dell'Occidente come moderno e progressista e quindi esportatore di civiltà.Questo riguardo alle donne, ma la violenza omofoba come si inserisce in questo quadro?Questo è più che mai evidente nel discorso, che si sta costruendo, sui diritti lgbt (lesbian-gay- bisexual-transgender). Infatti, si è verificato un cambiamento nell'identità dell'Europa occidentale e le parole “democrazia”, “uguaglianza tra i generi”, e “diritti lgbt” vengono sempre più utilizzati in quanto simbolo della superiorità “moderna” e “civilizzatrice” dell'Europa; sancendo l'idea che non esistono donne o lesbiche o gay o trans tra le/gli immigrate/ i e le/i mussulmane/i in Europa o che se esistono è solo in quanto persone emancipate e liberate dalle culture oppressive di provenienza (dopo aver abbracciato le culture illuministe dell'Occidente liberale). Discorso questo che si sposa benissimo con l'agenda neoliberista che costruisce l'idea che i paesi in cui si emigra siano liberi da discriminazioni di ogni sorta rispetto ai paesi da cui si emigra. Quindi, nella libera, democratica e progressista Europa, gli stupri, le violenze a donne e a gay, stanno avvenendo perché c'è un'ondata di immigrati che porta con sé una sessualità retrograda, la negazione dei diritti e il ritorno al medioevo. Una delle argomentazioni è che il ruolo centrale che gay e lesbiche (prevalentemente bianche/i) hanno nel nuovo ordine mondiale anti-Islam contrasta con il ruolo marginale che queste stesse soggettività avevano nel vecchio mondo diviso in due blocchi dalla Guerra Fredda. Ad esempio, un numero sempre maggiore di gay uomini si arruola nell'esercito israeliano per combattere contro le/i palestinesi, ritenuti omofobe/i. In Israele ci sono vari siti queer che declamano le lodi e la bellezza dell'esercito israeliano, ritenuto il più queer e sexy del mondo e che cercano di dare una copertura ideologica “sexi” alla guerra contro i/le palestinesi.Quale soluzione prospetta?A fronte di tutto ciò è necessario che cadano le barriere ideologiche tra chi lotta per i diritti delle donne e chi per i diritti lgbt. E queste lotte devono essere portate avanti anche insieme con quelle antirazziste e contro le guerre. Dobbiamo interrogarci profondamente su quanto sta avvenendo a livello globale, consapevoli che le categorie di genere, orientamento razza, colore, classe sociale,nazionalità, e le lotte che ne conseguono, non possono essere disgiunte, in quanto profondamente intrecciate e connesse. Noi della UISP, insieme con le istituzioni comunali e provinciali, a Pesaro siamo e siamo stati laboratorio di buone pratiche quando, già l'anno scorso realizzammo UNA CITTA' PER TUTT*, dove quell'asterisco simboleggiava l'inclusione di tutti e di tutte, di qualunque classe, colore, religione, genere, orientamento sessuale, identità. In una città accogliente e viva, doe le persone non sono dominate dalla paura del diverso, di qualunque diversità anzi, ma che nell'esperienza dell'incontro riscoprono il piacere di camminare, correre, andare in bicicletta attraverso quelli che sono gli spazi pubblici, di tutti i cittadini e le cittadine.

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